Pietro Sedda x bastard

by davidelp 21 gennaio 2014

Pietro Sedda x bastard snowboard

Abbiamo chiesto a Pietro Sedda di disegnare la grafica di una nostra tavola snowboard, il risultato è di quelli che ci piacciono tanto.

Se sei interessato al mondo dei tatuaggi il nome di Pietro Sedda non ti suonerà nuovo.
Oggigiorno l’inchiostro permanente su pelle è stato accettato, sdoganato e inflazionato ed il numero di tatuatori è aumentato in maniera vertiginosa ampliando di molto la voragine che separa i maestri dai neofiti.
Una premessa che però non interessa Pietro Sedda: artista di natura, colpevole solo di usare inchiostro e pelle per esprimere la sua personale visione.

La tavola Sedda è disponibile al bastard store, nelle misure 152, 156 e 159 cm.

Pietro Sedda x bastard snowboard - frontPietro SeddaPietro Sedda x bastard snowboard - back

link: pietrosedda.com

Rough & bastard – United for Indipendence

by davidelp 21 gennaio 2014

Rough & bastard collaboration

ROUGH & bastard

bastard e Rough Snowboards hanno molto in comune, sono entrambi marchi italiani, sono entrambi company di snowboard, sono piccole realtà ma a cui piace pensare in grande, ma la cosa che li avvicina maggiormente è che condividono fortemente il Do It Yourself.
Così nasce la prima collezione Rough +  bastard.

Ovviamente la prima cosa che abbiamo deciso di produrre è stata una tavola e il primo artista che abbiamo deciso di chiamare è stato Todd Bratrud. La grafica della tavola United rappresenta la sua visione di indipendenza e libertà. Ovvio corpi smembrati, catene spezzate e ossa a stecca.

Altro da aggiungere? Ah si la United è prodotta da Rough con la sua costruzione originale che renderà il tuo snowboarding più easy su tutti i terreni.

United snowboard by Rough

Sistemata la tavola ci serviva qualcosa con cui coprirci dalle intemperie, qualcosa di molto semplice, l’ideale per il polleggio ma funzionale sulla neve. Così abbiamo disegnato la Knife, giacca coach con cappuccio realizzata in tessuto tecnico impermeabile e traspirante. Stampa allover con il nostro pattern oricamo e grafica “United for independence” stampata giga sul retro.

La t-shirt Wings chetelodicoafare va fatta di default.

Wings, T-shirt. Knife coach jacket. 

Tutta la collezione è disponile al bastard store.

Close the Doors 2013

by davidelp 21 gennaio 2014

Close the Doors 2013

Puntuale come sempre è arrivata la primavera, e puntuale come sempre arriva Close the Doors, l’ultimo evento della stagione per lo snowpark di Bardonecchia.

Due giorni di shooting rilassati su di una imponente struttura shapeata ad hoc da Doors, grigliate, musica e festa in park.

Quando? Domenica 31 Marzo e lunedì 1 Aprile 2013.

Per info e aggiornamenti basta seguire la pagina facebook del Bardonecchia Snowpark.

The Stairway Session

by davidelp 21 gennaio 2014

Le idee innovative ci interessano sempre molto. E quella che ci hanno proposto i ragazzi di Doors per lo snowpark di Bardonecchia, ci è sembrata molto avanti. Per questo motivo, quest’anno bastard è diventata supporter tecnico dello snowpark di Bardonecchia. Il risultato è The JibBig Park, uno snowpark veramente enorme oltre 3,5km, non un’area recintata a bordo pista come spesso avviene, ma intere piste disseminate di rail, jump e ogni genere di struttura jibbosa si possa costruire…

Chi non fosse ancora passato dal park di Bardo, può venire domenica 17 febbraio alla Stairway Session. Un contest/session alla vecchia maniera, no money no ranking, sulla struttura più imponente dello snowpark, la scalinata con doppio box e kink in uscita. Tre ore per girare liberamente con la formula della jam session, 3 giudici assegneranno le speciali money trick alle manovre più stilose. Alla fine della session chi avrà collezionato più trick vincerà. Il montepremi in materiale sarà molto goloso, tra cui per il best trick in palio una nuovissima action camera JVC Addixion.

Domenica, 17 Febraio 2013
The JibBig Park – Bardonecchia

Per info: snowpark@bardonecchiaski.com

DanceHallRiders 2013

by davidelp 21 gennaio 2014

Se vi piace il reggae e magari andate anche in snowboard, la DanceHall Riders è il posto che fa per voi.

Inizia oggi sulle montagne del Corno alle Scale, l’evento di snowboard più reggae d’Italia. L’ideale per passare qualche giorno tra snowboard e DanceHall insieme a Don Rico e TerronFabio dei Sud Sound System e gli altri ospiti della DanceHall Riders 2013.

Ovviamente siamo entusiasti di supportare eventi come questi. Good vibes for everyone!

bastard all’ISPO 2013 di Monaco

by jep 21 gennaio 2014

Dopo alcuni anni di latitanza dalla fiera ISPO di Monaco quest’anno ci siamo di nuovo anche noi, dal 3 al 6 febbraio 2013, nel padiglione A1 allo stand 229.

Se tu che ci leggi sei un rivenditore/buyer passa a trovarci per conoscerci e scoprire la nuova linea di abbigliamento da snowboard bastard per l’inverno 2013-14 disegnata da Lukas Goller, gli snowboard realizzati a mano in Italia e i prodotti sviluppati in collaborazione con ROUGH snowboards e Todd Bratrud.

P.S. L’ISPO è un fiera esclusivamente rivolta agli operatori di settore (a.k.a. negozianti, distributori, produttori, riviste, rider, designers…)

“Everybody is in” – online il video completo

by davidelp 21 gennaio 2014

Randomvideo ha pubblicato online “Everybody is in”, il loro annuale snowboard movie. Le videopart all’interno sono dei migliori snowboarder italiani in circolazione, tra cui Filippo Kratter, Nicolò Pezzato, Simon Gruber, Lorenzo Barbieri, Tato Chiala, Matteo Zappaterra, Lorenzo Buzzoni e il nostro amico/artista/designer/rider Lukas Goller.

“Everybody is in” è dedicato ad Amedeo Viviani che ci ha lasciato prematuramente la scorsa estate, godetevi la sua videopart iniziale che, come tutto il resto del video, spacca alla grande. Enjoy!

Un omaggio a Magnus

by davidelp 21 gennaio 2014

Magnus, al secolo Roberto Raviola, è uno degli autori più eclettici della scena fumettistica italiana ed europea. I suoi lavori hanno toccato i generi più diversi, dal fantasy all’erotico. Partito da uno stile essenziale si è evoluto alla ricerca del dettaglio più estremo. Abbiamo avuto l’onore di fare due chiacchiere con suo figlio Riccardo.

Ha trattato temi come la politica, la guerra, l’odio, la violenza, la droga, la pornografia, l’horror, ma non si è mai fermato su ognuno di questi generi, uscendone illeso.

Volete tre opere imperdibili di Magnus? Lo Sconosciuto, Le 110 Pillole, Tex.

Insieme a Riccardo abbiamo scavato negli archivi del grande fumettista per dedicare una mini-collezione ad uno dei capolavori di Magnus: Vendetta Macumba. Felpa, t-shirt e snowboard, tutto rigorosamente in bianco e nero.

Stateci sani.

Nella neve fino al collo…

by vecho 21 gennaio 2014

Solo chi si è trovato con la neve fino al collo può davvero capire quali sono le caratteristiche di un buon capo da snowboard. È per questo che chi progetta la collezione snowear di bastard è prima di tutto uno snowboarder. Crediamo che una persona possa disegnare un buon prodotto solo se lo può testare direttamente, proprio come il nostro amico/designer/snowboarder dal buffo accento tedesco Lukas Goller.

La neve è arrivata, infilatici anche tu fino al collo con le giacche e pantaloni da snowboard  della nuova collezione bastard snowear, ti terranno caldo e asciutto per tutto l’inverno.

Marc McKee lascia il segno in Italia

by jep 21 gennaio 2014

McKee è uno dei più famosi e prolifici autori di grafiche da skateboard. Spesso ironico, divertente e talvolta scioccante, il suo lavoro è inconfondibile. La sua storia nello skateboarding parte negli anni novanta ed è legata a World Industries in maniera inscindibile. Le sue grafiche hanno dettato il punto di svolta nel mondo visuale dello skateboarding. Con queste domande vediamo come Marc sia giunto fino a Milano e qui abbia realizzato la sua prima grafica per uno snowboard bastard… e per uno skateboard in serie limitata di Blind.

Come hai cominciato a disegnare? Sei sempre stato interessato alla grafica e al disegno?
Praticamente da sempre. Ho iniziato disegnando dinosauri e robe simili da Star Wars. Successivamente mi sono lasciato influenzare dalle copertine dei dischi Heavy Metal e dai disegni di Pushead su Thrasher.

Come nasce il tuo rapporto di lavoro nell’idustria dello skateboarding?
Nel 1988-89 lavoravo alle grafiche di una company di bmx chiamata Bully, di cui uno dei soci era R.L. Osborn, uno dei pro freestyle più famoso dell’epoca. Casualmente Steve Rocco e Rodney Mullen erano spesso ospiti nella sua casa di Los Angeles. Rocco vide alcune grafiche che avevo fatto per delle t-shirt di Bully e mi chiese di iniziare a produrne qualcuna per World Industries.

Come è stato lavorare negli anni 90’ a fianco di Steve Rocco, in un periodo così importante nella storia dello skateboard?
Fin dall’inizio l’approccio di Rocco fu quello di fregarsene altamente del pensiero o dei commenti della gente. Era il clima perfetto per la creatività, totale libertà creativa e zero vincoli.

Che differenze ci sono tra quel periodo ed adesso? Cosa è cambiato nel tuo lavoro?
Sfortunatamente i riders sono meno coinvolti nel processo creativo. Devo cercare di stargli più dietro. Inoltre Rocco si è ritirato da molto tempo e non penso che ci possa essere un’altra persona in grado di gestire una company come ci riusciva lui, fregandose altamente di tutto e di tutti. Persino World dopo i primi anni di totale anarchia si era trasformata in qualcosa di più formale e istituzionale. Per cui anche se dovesse tornare Rocco le cose non sarebbero più le stesse.

Raccontami l’aneddoto più divertente che ti è capitato durante la tua carriera?
Probabilmente venire rinchiusi nella prigione di Disneyland insieme a Danny Way, Lance Conklin e Jeff Tremaine. Ci rinchiusero perchè Lance fu arrestato per aver saltato dalla piattaforma della monorotaia sul Submarine Ride. Filmai tutto per Big Brother magazine e lo potete vedere nel primo video del magazine. Una giornata assurda. Pensate che eravamo lì per intervistare gli Slayer. In qualche modo Kosick riuscì a convincere il loro manager a portarli in una limousine a Disneyland, ubriarcarsi con loro nel bar dell’hotel e da li in poi iniziare a girare sulle attrazioni del parco. Diverse persone che lavorano a Big Brother come Tremaine e Kosick, (ma anche Cliver, Wee Man, e Pontius, presente quel giorno) successivamente crearono Jackass.

Che tipo di rapporto si instaura tra te e i pro a cui disegni le grafiche?
Se tutto va bene un buon rapporto. Le migliori grafiche sono quelle in cui l’input arriva dal rider e tu riesci a far coincidere la grafica con la sua personalità. Come con Mike Vallely, diverse grafiche fatte nel periodo World erano legate alla svolta vegana di Mike con disegni di animali e simboli di forza e sopravvivenza. In questo modo hai una forte e precisa immagine del rider ed è un bene ma certe volte può essere una caratterizzazione un po’ eccessiva. Come nel caso di James Craig con Blind, dove sembra che la sua vita sia solo guardare i Lakers e bere Corona. La cosa divertente è che è davvero così (haha)!

Chi è stato il pro più esigente incontrato nel corso della tua carriera?
Forse Jason Dill? Ma solo perchè le grafiche che ho fatto per lui erano in pratica delle riproduzioni di lavori di altri artisti come Alphonse Mucha o l’illustratore di Winnie the Pooh. Erano tutta una altra cosa rispetto ai rip off a cui ero abituato a lavorare in cui bastava cambiare il logo o il personaggio originale.

Quali sono i passi che portano alla creazione di una nuova grafica, quali sono i passi che segui per finalizzare un idea?
Solitamente parto con un idea e cerco di visualizzarla nella mia mente per capire se può funzionare oppure no. Poi inizio a schizzare in modo veloce a matita differenti visuali o figure in diverse posizioni. Come nella tavola con i Lakers di James Craig, inizia a disegnarla in verticale per poi cambiarla in orizzontale.

Quante grafiche hai disegnato nella tua carriera? Le collezioni tutte?
Probabilmente più di 1000. Ero solito tenere ogni tavola disegnata ma ho smesso 5 anni fa. Ma ho ancora quasi tutte le tavole dei primi anni 90.

Quale è stata l’offerta più alta che hai avuto per una tua tavola originale?
Qualche anno fa mi hanno offerto 2000 dollari per una Eric Koston 101, quella con il buddha. Il massimo che ho visto raggiungere sono 5000 dollari su ebay per una Natas Devil Worship. Comunque io non ho venduto nessuna tavola della mia collezione privata, sono tutte rinchiuse in scatoloni, sembrano un bel mucchio di spazzatura-haha. Ci ho pensato un bel po’ di volte se vendere tutto oppure continuare a tenere tutto dentro quegli scatoloni.

Quali sono le tue 5 grafiche preferite? Perché?
La numero uno per me è la Ray Rodriguez “Skull and Sword” di Powell disegnata da V. C. Johnson. E’ la tavola che ha segnato l’inizio del teschio come simbolo di maggior successo dello skateboarding. Inoltre ha una prospettiva fantastica.

Numero due la serie Rob Roskopp di Santa Cruz, quella disegnata da Jim Phillips con il braccio che fuoriesce dal bersaglio. Fantastica la progressione disegnata sulle cinque tavole della serie, in ogni tavola scopri qualcosa di più del mostro che sta uscendo dal bersaglio e che alla fine lo distrugge.

Poi ci sono la Dogtown Cross di Wes Humpston e la Dead KKK (quella con il tizio impiccato) per Real di Natas e Jim Thiebaud. La Dogtown ha un look da graffiti gang e cattura in pieno il concetto di illegalità dello skatebording, concetto attuale ancora oggi, siccome lo street è spesso fuorilegge.

Tra le tavole che ho disegnato la mia preferita è la Natas “Devil”. In parte perchè Natas è uno dei miei skaters favoriti, inoltre perchè si offrì di usarla sul suo pro model quando Jason Lee decise di utilizzarla (in origine la grafica era per lui). La figata è che l’anagramma di Natas è “Satan”.

Come è nata la tua collaborazione con bastard?
Lo scorso anno è uscito un libro sui miei lavori e in Aprile bastard ha ospitato nella sua sede di Milano un art show e un party per celebrare l’uscita del libro. Quindi abbiamo iniziato a parlare di una collaborazione con Blind Skateboards che sarebbe dovuta finire su una t-shirt, uno snowboard e su uno skateboard. L’idea di base era di creare qualcosa di controverso, in linea con le prime grafiche Blind, e che fosse legato in qualche modo all’Italia.

Il papa con le corna… Ma come ti è venuta in mente una cosa così provocatoria?
L’idea originale è stata di Claudio! [NdR: il quale la ha chiaramente rubata da GroS!] Il papa visto di spalle, con metà corpo satanico, ripreso da dietro il balcone di piazza San Pietro, in modo da mostrare al pubblico solo la parte superiore del corpo. Ho buttato giù uno schizzo, ma poi ho preferito la visuale frontale, l’idea di base rimane comunque quella.

Le tavole disegnate da Marc, le ultime serigrafie con il flyer della sua mostra (in serie limitata di 30 pezzi) e il libro WARNING: The Art of Marc McKee sono acquistabili online adesso.