2501 Flamingo x bastard

by davidelp 23 aprile 2014

2501 bastard Spring Summer 2014 Jammin' collaboration

2501 celebra la collezione bastard spring summer 2014 con la grafica Flamingo, ovviamente lineare e in bianco e nero, disponibile su t-shirt e felpa al bastard store.

Di recente a Perth in Australia per partecipare ad una convention chiamata “PUBLIC” e organizzata da FormWa Gallery, ha dipinto due murate enormi, impressionanti, come sempre… ma questa volta ci ha particolarmente colpito al cuore con il pezzo dedicato alla memoria di Claudio KADO Sinatti. La storia completa è su graffuturism.

2501 bastard Spring Summer 2014 Jammin' collaboration 2501 bastard Spring Summer 2014 Jammin' collaboration 2501 bastard Spring Summer 2014 Jammin' collaboration 2501 bastard Spring Summer 2014 Jammin' collaboration

E il vincitore di Wall Paint Contest è…

by davidelp 23 aprile 2014

E’ stata dura ma finalmente il processo di selezione dei lavori giunti alla giuria del WPC è terminato. Abbiamo un vincitore! E il vincitore è…

Riccardo Di Stefano, presentando l’opera K.S.W. (Korean Secret Weapon) che vedete nell’immagine qui sotto. Riccardo dipingerà il pezzo nelle prossime settimane, vi terremo aggiornati sul progress dei lavori.

bastard_bowl-WPC_14-winner

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato a questa prima edizione del Wall Paint Contest, ci vediamo alla prossima. Qui sotto tutte le bozze giunte alla fase finale di selezione.

Per doveri di cronaca dobbiamo dire che K.S.W. ha vinto di parecchie preferenze, al secondo posto si sono classificate a pari merito la proposta High Zebra, n.20, e il bastard fish n.18, al terzo posto il bastard squid n.25.

WPC 2013 submits

Wall Paint Contest in bastard bowl

by jep 23 aprile 2014

white_wall

Il muro della #bastardbowl è appena stato ridipinto interamente di bianco e il bastard store è alla ricerca di un talentuoso volontario che abbia voglia di marchiare la parete con la propria arte. Qui tutte le informazioni.

Jim Houser – a position on a map

by jep 23 aprile 2014

evite-3-Jim_Houser-post

Era un po’ che aspettavamo il ritorno di Jim Houser a Milano! Finalmente ci siamo: A position on a map inaugura alla Galleria Patricia Armocida di Milano, martedì 21 gennaio alle ore 19:00.

AVVERTENZA: Porcellino dei risparmi il tuo tempo è arrivato. Potresti sentire il bisogno di acquistare alcuni suoi quadri.

Kingbrown magazine

by davidelp 23 aprile 2014

Kingbrown è un magazine periodico a edizione super limitata, una via di mezzo tra un libro, una rivista di skate e una fanzine di arte. Ogni numero è confezionato a mano e consegnato all’interno di un sacchetto di cartoncino riciclato serigrafato. Viene progettato e curato da alcuni dei più importanti innovatori del mondo della fotografia, illustrazione, skateboard, arte e design.

All’interno di Kingbrown trovano spazio approfondimenti e interviste delle talentuose menti che ruotano intorno al mondo della skate/art, non c’è niente di meglio in circolazione per ispirarci e tenerci in contatto con le sottoculture che amiamo di più.

Stampato benissimo, ogni pagina sarebbe da appendersi in camera.

Read the rest of this entry »

Alvvino il glorioso

by davidelp 23 aprile 2014

 

Alvvino, la t-shirt Glorious e la piantagione di peperoncini bastard, tre must della primavera 2013

 

Non c’è molto altro da aggiungere alle parole del caro Zamoc, raccontano benissimo che razza di bel personaggio sia Alvvino. A noi basta aggiungere che ha disegnato la t-shirt Glorious.

Giorgio Zattoni XX anniversary al Bonobolabo

by MURIeL 23 aprile 2014

Il futuro per questo quattordicenne alle prese con una tavola ed una tshirt più grandi di lui era imparare McTwist e fare l’elettricista. La prima delle due aspettative si è concretizzata come si può vedere nella mostra per il ventennale della sua storia di skateboarder.

Ma, tutto sommato, si può dire anche la seconda: una luce in qualche modo l’ha accesa!

Dove? Al Bonolabo in via Centofanti 79 a Ravenna [link mappa]
Quando? Il 5-6-7  gennaio 2013

Zamoc, il beffardo

by davidelp 23 aprile 2014

Luca Zamoc nasce nel bel mezzo degli anni 80 e apprende le prime nozioni di disegno dai fumetti dell’epoca, la bibbia e dai volumi di anatomia umana. Da grande si trasferisce a Milano per seguire il corso di art direction e grafica alla Nuova Accademia dell’Arte. Disegna ovunque, dai muri alla carta alle illustrazioni digitali. Da qualche tempo ha lasciato la sua grigia Modena destinazione Los Angeles, New York , Berlino e Londra, Venezia e adesso pare sia approdato a Istanbul.

Zamoc sarà cambiato dall’ultima volta che lo abbiamo incontrato? A giudicare dai temi che ha scelto per disegnare  le grafiche di questa collezione crediamo che sia sempre lo stesso, ma la sua arte invece migliora come il buon vino.

la Morte è l’unico grande tema del mio lavoro.

La vita non la so raccontare, infatti non so colorare, non so disegnare le persone (le donne in particolare) e non riesco a raccontare niente di piacevole. Date un occhio al mio tumblr, non c’è altro che viscere, mostri e assassini.

Vi lascio con la sua esclusiva Intervista con la Morte.

Skateistan – goccia a goccia si forma un fiume

by coyote 23 aprile 2014

Quando si sente parlare di Afghanistan inevitabilmente viene in mente l’idea di guerra e fanatismo religioso. Ma quando si conoscono le ripercussioni del lavoro dello skateboarder australiano Oliver Percovich e dei suoi collaboratori attorno alla Mekroyan Fountain (Kabul) appaiono piccoli raggi di luce. Lui è stato capace di vedere al di là dell’uso quotidiano dato a questa fontana costruita dai Sovietici. Ha visto più in lá delle transizioni utilizzabili per skateare, lui ha visto come utilizzare lo skateboard come uno strumento per cercare di trasformare il modo di vita di una città maltratata per anni di guerre e integralismo religioso. Cosi nel 2007 è nato Skateistan, un progetto sociale che mette insieme educazione, arte e integrazione tutto attorno allo skateboarding.

Oggi Skateistan é una realtá funzionante con un futuro molto promettente. La sua storia e i suoi piani per il futuro vengono raccontati nel libro Skateistan: The Tale of Skateboarding in Afghanistan. Il tutto con delle interviste, reportage sulla realtà afgana e un bel po’ di straordinarie fotografie.

Magari un modello da proporre per favorire l’integrazione sociale nelle citta nostrane.

BRUXISMO: l’arte di Mattia Turco

by vecho 23 aprile 2014

Mattia Turco è un nostro caro amico, un ottimo skater e un ragazzo molto sensibile che esprime i suoi pensieri attraverso la pittura con una tecnica di incisione molto particolare.

Mercoledi 26 Settembre al bastard store appuntamento la sua prima esposizione personale, BRUXISMO: un viaggio nelle zone più remote dell’inconscio di Mattia che con le sue incisioni ci accompagnerà nei meandri della sua mente.

Durante l’esposizione, che rimarrà aperta fino a Sabato 29 Settembre, oltre  a poter ammirare le incisioni di Mattia, se siete degli skateboard boy, potrete divertirvi nella bastard bowl durante la skate session organizzata per l’occasione.

Non sapete chi è Mattia Turco? E’ lui.
Non conoscete i lavori di Mattia Turco? Guardate il suo tumblelog.

bastard store è lieto di presentare ” Bruxismo”, prima mostra personale di Mattia Turco, inaugurazione mercoledì 26 Settembre ore 18. Per l’occasione verranno presentate 13 incisioni a vivo, pastello ad olio su cartoncino, di piccole e medie dimensioni.

Bruxismo, è un termine di origine greca che significa letteralmente “rumor dei denti”, ripreso poi, in medicina, per indicare il digrignamento involontario dei denti durante il sonno notturno. Un comportamento inconsapevole legato all’inconscio, che riemerge come manifestazione di una tensione interiore, di un’emozione inespressa.

Bruxismo titolo della mostra è la metafora di questo malessere: dal buio a fondo pieno Mattia sottrae colore per rendere visibili gli strati sottostanti da cui affiorano figure ingabbiate nel loro isolamento, fragilità e paura. Le teste appaiono solo abbozzate, le braccia esili, gli arti inferiori genuflessi o amputati, impotenti, in bilico su di un equilibrio instabile.
I soggetti sono inseriti in luoghi astratti e bui, nella contemplazione di un vuoto che spesso si apre sotto i loro piedi.

I lavori di Mattia Turco rivelano una sensibilità oscura, il sentimento della caducità, la malinconia, il turbamento, come la sublimazione inquieta dell’esistere.

Patricia Armocida

Registrati all’evento su Google+ oppure su Facebook.